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Sono online sul sito del Centro Ferrari i documenti messi a disposizione dai relatori al seminario di studi “Israele e Palestina: oltre il conflitto nel paese dai molti nomi“, svolto al Palazzo Europa il 14 e 15 novembre 2009.

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Il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la Piattaforma delle Ong italiane per il Medio Oriente e la Tavola della pace in collaborazione con la Rete Europea degli Enti Locali per la Pace in Medio Oriente, organizzano, dal 10 al 17 ottobre 2009, una settimana per la pace in Israele e Palestina.

Scheda Progetto Gerusalemme

PropostaPartecipazione

AppelloIlTempoDelleNostreResponsabilita

Scheda Iscrizione Gerusalemme

Un rapporto della Banca Mondiale denuncia che Israele lascia ai palestinesi solo un quarto delle risorse idriche. Immaginate una torta, divisa in quattro fette. Alla festa ci sono due invitati: uno ne consuma tre fette, l’altro solo una. Una divisione iniqua. Questo è quello che accade in Israele e Palestina con le risorse idriche. Ai palestinesi tocca un quarto dell’acqua che tocca agli israeliani.

Leggi l’articolo su Infopal

Destinazione Palestina

Quattro giorni di eventi, da lunedì 27 a giovedì 30 aprile, per conoscere la cultura palestinese e le questioni politiche che ruotano attorno al conflitto israelo-palestinese.

Organizzazione: Cuscos – Centro universitario per la cooperazione allo sviluppo

In collaborazione con: Tavolo Paese Palestina, Comitato Modena incontra Jenin, Associazione Amici della Musica, Circoscrizione 1.

Con il patrocinio di: Provincia di Modena, Comune di Modena.

Programma Destinazione Palestina (pdf)

Closed Zone

Video di Yoni Goodman sulla chiusura di Gaza.

“Nonostante le dichiarazioni di disimpegno dalla striscia di gaza, Israele mantiene il controllo dei confini della striscia, compreso il valico di Rafah, delle risorse idriche e dello spazio aereo.

Negli ultimi 18 mesi, Isarele ha stretto la morsa su Gaza, limitando pesantemente il pasaggio di beni e di persone da e verso la striscia.

Questa politica punisce la popolazione civile con l’intento di esercitare pressioni sul governo di Hamas, violando i diritti di 1,5 milioni di persone.

Gli effetti della chiusura sono stati particolarmente pesanti durante l’operazione militare del dicembre 2008-gennaio 2009. Per tre settimane, gli abitanti di Gaza non avevamo via di fuga dalle bombe.

Gisha – Legal Center for Freedom of Movement chiede allo Stato di Israele di aprire completamente i confinidi Gaza e permettere alle vittime reali della chiusura – 1,5 milioni di persone – quella libertà di movimento necessaria alla realizzazione dei loro sogni e delle loro aspirazioni.”

Da www.closedzone.com